sabato 18 ottobre 2008
Il vuoto, il nulla, l'opposto, il negativo,
l'inverso, il complementare.
Mi piace, ma non so nemmeno se l'opposto del
negativo sia l'affermativo o il positivo.
Se per assurdo conoscessi tutto potrei anche contemplare il nulla.
Invece non conoscendo nulla non mi riesce di immaginare il tutto.
Dunque non è vero
che la doppia negazione non nega...
Come faccio a fidarmi del mio intelletto?
Tutto quello che so è l'immagine riflessa di qualcosa che esiste,
o almeno, che credo esista nella realtà. I termini riflettere e
immaginare vengono normalmente usati in questo senso,
perché questa è la migliore metafora della conoscenza.
Ma il complemento dell'immagine riflessa non comprende
né l'immagine stessa né il fantomatico noumeno kantiano
che l'avrebbe originata:
può comprendere solo ciò che la mia riflessione aveva già compreso.
Ottengo il nulla togliendo tutto da tutto ciò che ho compreso.
In questo senso, nel vuoto ci sono più cose di quelle che posso immaginare.
Alessandro Vesely
l'inverso, il complementare.
Mi piace, ma non so nemmeno se l'opposto del
negativo sia l'affermativo o il positivo.
Se per assurdo conoscessi tutto potrei anche contemplare il nulla.
Invece non conoscendo nulla non mi riesce di immaginare il tutto.
Dunque non è vero
che la doppia negazione non nega...
Come faccio a fidarmi del mio intelletto?
Tutto quello che so è l'immagine riflessa di qualcosa che esiste,
o almeno, che credo esista nella realtà. I termini riflettere e
immaginare vengono normalmente usati in questo senso,
perché questa è la migliore metafora della conoscenza.
Ma il complemento dell'immagine riflessa non comprende
né l'immagine stessa né il fantomatico noumeno kantiano
che l'avrebbe originata:
può comprendere solo ciò che la mia riflessione aveva già compreso.
Ottengo il nulla togliendo tutto da tutto ciò che ho compreso.
In questo senso, nel vuoto ci sono più cose di quelle che posso immaginare.
Alessandro Vesely
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